A settembre si torna a scuola! E siccome a me piace tanto andare in direzione (ostinata) e contraria (cit. Faber), ti parlerò di quando l’anno scolastico è concluso e si va tutti insieme in gita.
Per la precisione, oggi ci immergiamo nella poetica di Pupi Avati attraverso il suo capolavoro: “Una gita scolastica“.
Ambientato nel 1914, il film racconta il viaggio di una classe che parte a piedi da Bologna per raggiungere Firenze. Durante il percorso tra i sentieri dell’Appenino tosco-emiliane seguiamo le vicende della comitiva e gli intrecci emotivi che li coinvolgeranno.
Il clima leggero e spensierato verrà alla fine turbato da uno scandalo il professore Balla che è uno degli accompagnatori, sarà chiamato a compiere una scelta tra la rassicurante paura ed il nuovo coraggio.
La domanda alla tenteremo di dare una risposta è proprio: quanto coraggio ci vuole per vivere?
Il tocco magico e poetico di Pupi Avati
Avati è un maestro nel trasformare l’ordinario in universale. Le sue storie si nutrono di dettagli, di silenzi e di quel sottile confine tra la concretezza materica della terra e la magia misteriosa dell’invisibile; sono un invito costante all’immaginazione.
Avati rifugge il didascalico e ci mostra che la verità delle persone e delle situazioni si trova più spesso in ciò che non viene detto. L’occhio della sua regia non è mai giudicante: nei suoi suoi film corali, come Una gita scolastica, ogni personaggio è osservato nella sua totalità, con pregi e difetti, in modo bonario. Consapevole che siamo tutti in cammino e non immuni da cadute.
Il coraggio dei timidi: come si diventa leoni
Il protagonista, il professor Balla (Carlo Delle Piane), è l’emblema dell’uomo timido, mansueto, abitudinario e schivo. Eppure, è proprio lui a compiere l’atto più coraggioso della storia: difendere la sua collega, nonché la donna che ama, di fronte al giudizio severo del preside.
La lezione del “leone”
La risposta alla nostra domanda iniziale arriva da questa trasformazione: il coraggio non è assenza di timidezza o di fragilità. Il coraggio è la capacità di agire quando i nostri valori più profondi sono in pericolo.
Chiunque può diventare un “leone” se deve tutelare ciò che ama.
Le azioni non nascono dal nulla, ma sono il frutto delle emozioni filtrate attraverso la nostra scala di valori.
Essere mansueti non significa essere deboli; significa avere una riserva di forza che aspetta solo una causa giusta per manifestarsi.
La natura come spazio di libertà
La gita scolastica funge da catalizzatore: lontano dalle aule scolastiche, le maschere dei ruoli cadono.
La natura così magnifica e amica è lo scenario migliore affinché insegnanti e allievi si possano spogliare dalle convenzioni. È in questo contesto che il “professore che non guarda negli occhi” trova il coraggio di guardare in faccia la vita, il sentimento ed il conflitto interiore. Riesce ad aver quella spinta necessaria per seguire il suo cuore.
Cosa ci portiamo a casa da questo episodio?
- Valorizza la tua sensibilità: essere timidi o schivi non è un difetto, ma una caratteristica che può nascondere una grande profondità d’animo.
- Difendi i tuoi valori: non serve essere eroi per agire con coraggio; basta prendersi la responsabilità di ciò che si ritiene giusto.
- Impara a contemplare: come suggerisce il professor Balla aspettando “l’incanto”, a volte la cosa più importante da fare è fermarsi ad attendere che la magia accada.
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