Speriamo che sia femmina!
Un augurio gioioso, ironico, non di meno, sottintende l’orgoglio consapevole di essere donna.
Speriamo che sia femmina è il anche il titolo del film di Mario Monicelli: regista graffiante, intriso di quel cinismo arguto che nasconde un cuore morbido e sensibile, profondo.
Ed è grazie a questa capacità di leggere oltre la superficie che Monicelli ci racconta una storia, tutta al femminile, una storia che mostra quanto può essere forte e saggia una leader donna.
Con l’episodio del podcast di oggi ci immergiamo nel silenzio e nella luce della campagna toscana per rispondere alla domanda: quali sono le vere caratteristiche di una leadership femminile?
Un casale fuori dal tempo
La storia si svolge in una grande tenuta di campagna dove la modernità fatica ad arrivare. Elena, interpretata da una magnifica Liv Ullmann, è il pilastro che regge tutto: amministra i beni, gestisce le crisi e tiene unite le donne della famiglia (figlie, nipote, sorella, domestica) e persino l’amante del suo ex marito. La morte accidentale del conte Leonardo, il suo ex marito, uomo dai progetti grandiosi ma fallimentari, sembra dover distruggere l’equilibrio della casa. Dopo un momento di smarrimento, in cui ognuna sembra prendere strade diverse, la famiglia si ricompone. Elena decide di non vendere, di restare e di accogliere le fragilità di tutte, compresa la gravidanza inaspettata della figlia Franca.
Elena: la leader che non scimmiotta gli uomini
Spesso pensiamo che per essere dei leader si debba essere aggressivi o distaccati. Elena ci insegna l’esatto contrario, la sua forza non si impone con irruenza: è determinata sì, ma riflessiva. Come l’acqua si adatta e compenetra ogni cosa che incontra.
Le caratteristiche di una guida autentica
Elena si fa carico dei debiti e dei problemi lasciati da suo marito, non per sottomissione, ma per capacità gestionale. Sa quando essere risoluta e quando accogliere: come fa con Lolli (l’amante del marito), superando i pregiudizi. E cambia rotta quando capisce che la forza del gruppo è superiore alla fuga individuale verso la città.
Quali sono le caratteristiche di una leadership femminile?
Mario Monicelli, in questo film ci regala un ritratto di straordinaria sensibilità:
- La leadership è cura: una vera leader sa chiedere aiuto, riconosce i bisogni altrui e mette al centro il benessere della comunità.
- L’indipendenza emotiva: le donne del casale scoprono di poter essere felici e realizzate anche senza la figura maschile tradizionale, pur amando e accettando gli uomini (come il tenero zio Gugo).
- Fiducia nel futuro: l’augurio finale “Speriamo che sia femmina!” non è un attacco agli uomini, ma una dichiarazione di orgoglio. È la consapevolezza che il potere femminile è gioioso, connesso alla vita e capace di rigenerarsi.
Curiosità e trionfi
Nonostante l’enorme successo di pubblico e critica (il film vinse numerosi premi tra cui 7 David di Donatello), all’inizio i produttori erano scettici. Credevano che una storia di sole donne, senza violenza o scene di sesso, non avrebbe mai attirato nessuno. Fu il coraggio del produttore Giovanni Di Clemente a rendere possibile questo cast internazionale e a regalarci, a mio avviso, uno dei ritratti femminili più belli della nostra cinematografia.