Abbiamo bisogno della poesia o è solo roba per sognatori dall’animo sensibile?
Ho fatto questa domanda ad un tipetto niente male che, in quanto a fantasia e poesia è considerato, in tutto il mondo, un grande esperto.
Per giunta è di sangue blu, almeno così si vocifera riguardo a Il Piccolo Principe.
Vediamo insieme cosa ha da raccontarci?
Oltre il viaggio fantastico
La trama nasce da un incidente aereo accorso all’autore in Africa qualche tempo prima: il deserto, la sete, la paura della morte. In quello stato di shock, Saint-Exupéry lascia che la sua mente si abbandoni all’immaginazione e dà vita al Piccolo Principe, che potremmo interpretare come la sua parte più pura e autentica, quella che sa vedere l’invisibile.
Seguendo questa suggestione proviamo a leggere la storia.
Sul pianeta del Principe crescono baobab infestanti: sono la metafora perfetta dei nostri pensieri limitanti, quelle preoccupazioni che, se non estirpate quotidianamente, rischiano di soffocare la nostra mente.
Mentre i personaggi incontrati dal Principe (il re, il vanitoso, l’ubriacone, l’uomo d’affari) possono rappresentare la caricatura delle nostre vite asfittiche, prigioniere di ruoli, dipendenze o di una produttività fine a se stessa che ci impedisce di vivere davvero.
L’essenziale è invisibile agli occhi
La lezione della Volpe sull’addomesticamento è il cuore pulsante del libro. Ci insegna che “addomesticare” significa creare legami, prendersi cura dell’altro, dedicare tempo: solo così una persona diventa unica al mondo per noi.
Ma proviamo a rispondere alla domanda iniziale.
Perché la poesia è necessaria?
La poesia, in senso lato, è la capacità di meravigliarsi, di guardare oltre la superficie e di dare valore alle relazioni anziché alle cose. Abbiamo bisogno di poesia per coltivare la meraviglia e recuperare l’immaginazione che avevamo da bambini quando un cappello poteva diventare un boa che digerisce un elefante, come accade al protagonista. Nutrire l’Anima con La poesia è la cura contro il cinismo e la fredda razionalità che ci rende uomini e donne intenti al produrre e sempre più lontani dall’essere. La poesia ci aiuta a ritrovare l’umanità: come i legami che creiamo, le cose che contano davvero non si possono vedere, si possono solo sentire.
Cosa ci vuol lasciare il Piccolo Principe?
Il messaggio di Saint-Exupéry è un invito a una fede assoluta nella bellezza e nella verità.
- Non giudicare: resta aperto ad ascoltare; ogni libro e ogni persona ha livelli di lettura che il cuore può cogliere solo se sospendiamo il giudizio razionale.
- Pulizia interiore: estirpa i “baobab” mentali ogni giorno.
- La forza della fragilità: il Piccolo Principe ci ricorda che la nostra parte più vera è quella apparentemente fragile, ma è proprio in essa che risiede la nostra solida umanità.
Curiosità dal deserto
Il manoscritto originale, con i celebri acquerelli dell’autore, fu lasciato a un amico prima della sua ultima missione di guerra nel 1944, da cui non tornò più, scomparendo proprio come il suo piccolo protagonista.
* qualche imprecisione: L’asteroide è B612 e non 612 , il Piccolo Principe mi perdonerà di questa svista? E tu te ne eri accorta?
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