L’amore è una scelta o un destino?
Andiamo in Africa, ripercorrendo le vicende di una donna che ha molto amato la natura e l’avventura e che ha scelto di amare – riamata – un uomo libero ed autentico come lo era lei: Karen Blixen.
Benvenuti, bentrovati nel nuovo episodio di IL PODCAST (parole per vivere meglio).
Concludiamo il nostro viaggio estivo, la trilogia di bei romanzi che sono diventati film celeberrimi, con un capolavoro assoluto: La mia Africa di Karen Blixen.
Attraverso i 27 anni vissuti dalla baronessa in Kenya, tra le colline di N’Gong, ripercorreremo la sua storia d’amore on Denys Finch-Hatton e il rapporto intenso e primordiale con una terra selvaggia ed incontaminata.
La domanda di oggi è complessa: l’amore è una scelta?
La bellezza non si afferra, si contempla
Karen Blixen arriva in Africa con l’idea di produrre caffè, il commercio fallirà miseramente ma al suo posto farà esperienza di qualcosa di molto più prezioso: il distacco. La sua permanenza in Africa si trasforma in un percorso di evoluzione attraverso il quale si spoglierà di molti pregiudizi e convinzioni.
Karen impara presto che cercare di possedere la bellezza – che sia un braccialetto di una ragazza indigena o la terra stessa – significa svuotarla del suo splendore.
Dal continente arcaico e maestoso e dalla gente che vi abita, Karen riceve una lezione magistrale e sarà bravissima a cogliere e a fare sua: l’armonia nasce dal rispetto e non dalla dominazione.
Karen e Denys: un amore senza contratti
Mentre il libro di Karen, autobiografico, è un canto d’amore verso l’Africa, il film di Sydney Pollack dà ampio spazio alla relazione con Denys Finch-Hatton (interpretato da Robert Redford).
Qual è la chiave di lettura di questo rapporto?
Karen (una splendida Meryl Streep) e Denys incarnano l’amore che è scelta quotidiana, libera da vincoli e contratti.
In Africa, dove le convenzioni sociali della vecchia Europa sono inevitabilmente allentate, i due amanti provano a inventare un modo diverso di amarsi: un legame basato sulla sincerità, sulla libertà reciproca e sull’accettazione della precarietà.
“La bellezza non si afferra, si contempla.” La loro storia ci insegna che amare significa anche saper lasciare andare, accettare che nulla è per sempre e che la dignità di un sentimento risiede nella sua libertà.
Il “mal d’Africa” come evoluzione interiore
Molti lettori, me compresa, inizialmente percepiscono lo stile della Blixen come distaccato, quasi freddo.
Ma è proprio in questo distacco che risiede il suo coraggio: il coraggio di chi accetta di non poter mai appartenere totalmente ad un mondo che percepisce alieno.
Pur amando profondamente l’Africa, Karen comprende di non poterla capire e compenetrare fino in fondo.
Il “mal d’Africa” diventa così una metafora del viaggio dentro se stessi.
Lasciare la fattoria, vendere tutto e seppellire l’uomo amato è certo stato doloroso ma non è una sconfitta: è il compimento di un destino che ha trasformato una donna privilegiata in una narratrice universale.
Cosa ci portiamo a casa?
- L’amore è una scelta: scegliere di amare ogni giorno, senza la sicurezza di un “per sempre”, è la forma più alta di libertà.
- Imparare a lasciare andare: la vera essenza delle cose si coglie quando smettiamo di volerle trattenere.
- Il coraggio del viaggio: il vero viaggio, avventuroso e magnifico, non è quello che facciamo verso terre lontane, ma quello che compiamo dentro la nostra anima, affrontando l’ignoto e conoscendo chi siamo realmente.
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