Oggi andiamo nel futuro, nel mondo di “GATTACA, la porta dell’universo” dove la manipolazione genetica ha plasmato una società efficiente ma fredda, in cui tutto è regolato con estrema precisione: gli uomini sono dei “prodotti”, nati a tavolino e per i quali si è già tracciato un destino. Eppure la storia del protagonista, Vincent, ci mostrerà che questo destino è possibile cambiarlo.
E dunque, la domanda alla quale tenteremo di dare una risposta, è: quanto conta nella vita essere determinati?
Il destino scritto nel DNA?
In un futuro dove l’ingegneria genetica decide chi siamo prima ancora che nasciamo, la società si divide in “validi” e “non validi”. Vincent Freeman è un non valido, nato per caso, con una probabilità del 99% di sviluppare gravi patologie.
Questo è il punto da cui parte il film.
In Gattaca la discriminazione si è evoluta trasformandosi da razzismo basato sull’aspetto a una vera e propria genetica sociale che emargina chi non è stato progettato alla perfezione. Vincent, però non ci sta: il suo sogno è di far parte di uno degli equipaggi che fanno voli interplanetari. A fronte di enormi sacrifici (subirà anche delle operazioni per allungare gli arti) e infrangendo la legge, assume l’identità di un valido: Jerome. La sua determinazione sarà premiata anche se il prezzo che pagherà sarà altissimo.
La vittoria della volontà: il perché supera il come
L’occhio di bue puntato sul film non indugia nelle sfide che ci lancia la tecnologia, che pure sono importanti e urgenti da investigare, quanto sulla tenacia incrollabile di Vincent. La scena iconica della sfida di nuoto con il fratello, in cui Vincent vince perché “non ha mai risparmiato le forze per tornare indietro”, è una lezione di vita universale.
“Non esiste un gene per il destino”– dichiara Vincent.
Questa frase racchiude il senso del film: la determinazione è una forza che trascende la biologia. Se il tuo “perché” è abbastanza forte, come diceva Nietzsche, troverai sempre un modo per superare il “come”. Jerome, il valido perfetto ma spezzato dalla vita, capisce e riconosce che il vero trionfo non appartiene a chi è biologicamente superiore, ma a chi possiede il coraggio di sognare oltre i limiti imposti.
Cosa ci portiamo a casa da Gattaca?
- Non farti definire dai tuoi limiti: i test, le diagnosi e le aspettative sociali sono solo fotografie parziali di chi sei. La tua volontà è l’unica vera variabile in grado di cambiare l’equazione del tuo destino.
- Il valore della disciplina: il successo di Vincent non è fortuna; è plasmato, cercato: è una routine quotidiana fatta di esfoliazione, studio e sacrificio. I sogni si costruiscono con la costanza.
- Cerca i tuoi alleati: anche nel mondo più asettico, esiste sempre qualcuno – come il medico o Jerome – che saprà riconoscere la tua autenticità e aiutarti a spiccare il volo.
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