Dal ricordo di una nidiata di gattini un insegnamento importante: prendersi cura con consapevolezza di un altro essere ci rende migliori e felici.
Oggi voglio condividere con te un pezzetto della mia storia.
C’è stato un periodo della mia vita in cui la mia quotidianità era letteralmente invasa dai gatti.
Senza alcuna premeditazione, mi sono ritrovata ad accudire ben 15 cuccioli e tre mamme!
Erano deliziosi, turbolenti e sempre affamati: dei piccoli piranha travestiti da musetti dolcissimi.
Vederli crescere è stata un’esperienza impareggiabile che mi ha insegnato una lezione profonda sulla cura.
Perché accudire l’altro dona senso alla nostra vita
Avere cura di un altro essere vivente sposta l’attenzione dalle nostre esigenze personali a quelle dell’altro. È un esercizio di generosità pura che ci insegna a: condividere e accogliere ascoltando i bisogni silenziosi. E, per quanto ci riguarda, è un ottimo esercizio per praticare la presenza mentale.
In una società che spinge a concentrarsi sull’io, titillando l’egoismo più becero, dedicarsi a un altro essere vivente diventa una sfida bellissima. Dove si cerca di conciliare la necessità di protezione con il rispetto per la libertà di esplorare e sperimentare di chi abbiamo di fronte.
La consapevolezza: il super potere dell’accudimento
Nulla è scontato quando ci prendiamo cura di qualcuno.
Tra i miei 15 gattini c’era quello intraprendente, il timido, l’equilibrato e il giocherellone.
Ognuno aveva il suo carattere e per ciascuno ho dovuto modulare la mia dose di cura.
Questo tipo di attenzione richiede tempo ed energia, ma soprattutto richiede un’attitudine speciale: la capacità di osservare.
La consapevolezza diventa qui un vero super potere, permettendoci di non agire per abitudine, ma di rispondere ai bisogni reali dell’essere che stiamo accudendo.
Riflessione pratica: come vivi l’accudimento?
Prendersi cura di una pianta, di un animale o di un’altra persona è un’avventura che ci trasforma. Ci rende più attenti, più pazienti e, in ultima analisi, più umani.
Ti è mai capitato di riflettere su questo?
Come vivi il tuo ruolo di “custode” verso gli altri esseri viventi?
Ti accorgi di quanto questa responsabilità stia allenando la tua consapevolezza quotidiana?