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Se la resilienza diventa uno svantaggio

#27

Parole per Vivere Meglio

Episodio del podcast 27: Se la resilienza, diventa uno svantaggio, con la locandina del film: L'ultima eclissi

Resistere, fino a che punto?
Abbiamo imparato che resilienza è un’abilità da applaudire e chi riesce a resistere ai colpi del destino è sicuramente da ammirare.

Ma anche la resilienza può mostrare il suo lato negativo.

L’ultima eclissi: oltre la resilienza, il coraggio di dire basta

Benvenuti, bentornati a IL PODCAST (parole per vivere meglio). Oggi torniamo negli Stati Uniti, guidati dal “re del brivido” Stephen King. In questa storia la paura non nasce dai fantasmi, ma dalle ferite profonde dell’animo umano.

Attraverso il film L’ultima eclissi, cercheremo di rispondere alla una domanda: fino a che punto è giusto sopportare e resistere? Quando la resilienza smette di essere una virtù e diventa una prigione?

Dolores Claiborne: una vita tra ombre e verità

Il film si apre con un sospetto atroce: Dolores Claiborne è accusata di aver ucciso l’anziana e facoltosa Vera Donovan, presso cui lavorava come domestica da decenni. Questo evento richiama Selena, la figlia di Dolores, che torna nel Maine dopo quindici anni di silenzio.

Il ritorno di Selena costringe madre e figlia a confrontarsi con un trauma mai elaborato: la morte del padre di Selena, avvenuta anni prima durante un’eclissi solare.
Entrambe le donne hanno costruito una scorza dura per proteggersi. Selena si rifugia nel lavoro e nelle pillole; Dolores nel sarcasmo e nell’isolamento, ma dietro queste difese batte un cuore pronto a tutto per proteggere chi ama.

La resistenza come atto di sopravvivenza

La parola chiave di questa storia è resistenza. Resistenza di Dolores alla violenza domestica, all’alcolismo del marito, ma anche all’omertà di una società che vede e non interviene.

La solidarietà femminile nel dolore

Uno dei punti più alti del film è il legame ambiguo ma profondo tra Dolores e Vera Donovan. Nonostante le differenze sociali, le due donne condividono la consapevolezza di cosa significhi lottare per la propria dignità in un mondo ostile e maschilista.
È Vera a suggerire a Dolores la strada per la libertà, con quella frase diventata cult: “A volte, ad una donna, non resta che fare la stronza”. Una dichiarazione di guerra contro l’impotenza e alla necessità, legittima, di difendersi.

Il distillato: cosa ci portiamo a casa?

Cosa insegna la vicenda di Dolores Claiborne al nostro percorso di crescita personale?

  1. Smettere di resistere all’ingiustizia: la resilienza è preziosa, ma non deve diventare una scusa per accettare abusi fisici o verbali. C’è un momento in cui bisogna smettere di incassare e iniziare a lottare per la propria libertà.
  2. La verità come balsamo: anche se dolorosa, la verità è l’unico mezzo per sciogliere i nodi del passato. Solo quando Selena accetta di guardare in faccia la realtà sul padre, può riconciliarsi con la madre e con sé stessa.
  3. L’amore che protegge: Dolores agisce per amore. Il suo bacio finale a Selena è il simbolo di un passato finalmente sepolto e della speranza di una “Vita Nova”.
  4. Riconoscere l’omertà: il film ci invita a riflettere su come la società spesso isoli chi è già in difficoltà, costringendo i più deboli a trovare soluzioni estreme per sopravvivere.

Grandi interpreti per grandi storie

Impossibile non menzionare la prova magistrale di Kathy Bates, che per Stephen King aveva già interpretato l’inquietante Annie Wilkes in Misery non deve morire. Qui, nei panni di Dolores, ci regala un ritratto di donna ferma e orgogliosa, capace di trasmettere tutta la fatica di una vita spesa a reggere l’urto del destino. L’avevamo già incontrata in un ruolo più solare in Pomodori verdi fritti, confermando la sua capacità di dare volto a donne straordinarie nella loro normalità.

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