Oggi parliamo di una parola che spesso evitiamo come la peste: il pregiudizio.
Chi viene colto a esprimerne uno viene subito bollato come “untore” di bias cognitivi. Ma, a costo di andare controcorrente, voglio dirti che i pregiudizi hanno una loro intrinseca utilità e che, in fondo, li abbiamo tutti.
L’utilità nascosta del pregiudizio
L’etimo della parola ci riporta al diritto romano: un’azione giuridica precedente al giudizio. Fondamentalmente, il pregiudizio nasce dalla necessità del nostro cervello di ottenere la massima resa con il minimo sforzo.
Avere pregiudizi significa creare delle categorie per catalogare il mondo. Se non fosse così, dovresti sperimentare ogni singola volta che chiuderti la mano nella portiera dell’auto è doloroso. Invece, ti basta averlo provato una volta per creare un database di esperienze che ti risparmi ulteriori sofferenze. In questo senso, il pregiudizio è un meccanismo di difesa e risparmio energetico.
Il rovescio della medaglia: quando il pregiudizio diventa un limite
Il pregiudizio diventa deleterio solo quando non passa al vaglio della consapevolezza. Il problema non è avere un’opinione basata sull’esperienza, ma restarne prigionieri.
Essere consapevoli significa fidarsi della propria esperienza passata restando comunque aperti per convalidare o confutare il proprio pensiero. Evitare di diventare persone ottuse o chiuse in convinzioni limitanti.
Differenza tra pregiudizio e aspettativa
Mentre il pregiudizio si basa spesso su esperienze passate che cataloghiamo come negative per proteggerci, quando facciamo lo stesso con le esperienze belle parliamo di aspettative (un tema che affronteremo presto). Entrambi, però, rischiano di renderci tutto troppo scontato se non prestiamo attenzione al presente.
Un esercizio di osservazione: lascia decantare il giudizio
La prossima volta che ti accorgi di formulare un giudizio affrettato su una persona, una situazione o un comportamento, prova a fare questo:
- Riconoscilo: “Ah, ecco il mio pregiudizio che sta parlando”.
- Lascialo decantare: osservalo come un dato del tuo database.
- Resta presente: mantieniti aperta verso la situazione. Potresti restare sorpresa o confermare la tua idea: in entrambi i casi, avrai vissuto il momento con padronanza e non come un automa. Nulla è mai davvero scontato, ed è proprio questo il bello della vita.
Ascolta anche l’episodio sulle aspettative