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Perché è importante mettere confini nelle relazioni?

#30

Parole per Vivere Meglio

Episodio del podcast 30: Proibito non essere se stessi, con la copertina del libro - Quaderno proibito -

Le scelte, si sa, ci conducono su strade ben precise.
E se ad un tratto del cammino ci rendessimo conto di non riconoscerci più?

Benvenuti, bentornati a IL PODCAST (parole per vivere meglio).
Settembre è tornato e con lui il ritmo frenetico del lavoro e della scuola.
Proprio in questo clima di ritorno ai doveri, ci immergiamo nelle pagine di un diario: Il quaderno proibito di Alba de Céspedes.

Attraverso la storia di Valeria Cassati, cercheremo di rispondere a un quesito che riguarda tutti noi: perché mettere confini nelle relazioni è l’unico modo per non perdere se stessi?

Un acquisto proibito e l’inizio della consapevolezza

Roma, 1950. Valeria è la donna borghese perfetta dell’epoca: madre devota, moglie premurosa, impiegata diligente. Una domenica, quasi per sfida, acquista un quaderno nero.
In quegli anni era proibito, per i tabaccai, vendere articoli di cancelleria di domenica, ma Valeria insiste, lo compra e nascondendolo sotto il cappotto, se lo porta a casa come un bottino segreto.

Su quelle pagine Valeria inizia ad annotare la verità che non dice a nessuno. Si scopre a formulare e poi scrivere pensieri e riflessioni su di sé, sulla vita che conduce: a 43 anni, non è più Valeria con le sue necessità con ciò che le piace e non piace; per tutti in famiglia è solo Mammà. La scrittura le diventa cara, è l’unico spazio fisico ed emotivo in cui può esistere al di fuori delle aspettative degli altri. Se ne fa una colpa, lo vive a tratti come un tradimento ma non può smettere perché è troppo importante, vitale, ritrovarsi.

La prigione dei ruoli: quando l’affetto diventa costrizione

Valeria osserva la sua famiglia con una lucidità nuova. Vede i silenzi del marito Michele, le incomprensioni con i figli e la fatica di tre generazioni di donne (lei, la madre e la figlia) che non riescono a comunicare sul serio e in modo profondo.

Il bisogno di uno spazio proprio

La protagonista si accorge di non avere nemmeno un cassetto da poter chiudere a chiave. Questa mancanza di spazio fisico riflette una mancanza di spazio interiore. Senza confini, Valeria è stata letteralmente mangiata dai bisogni della sua famiglia. Il desiderio per il suo capo, Guido, e il sogno di tornare a Venezia non sono solo tentazioni di tradimento, ma il grido di una donna che vuole ancora sentirsi desiderata e libera.

Il distillato: cosa insegna la rinuncia di Valeria?

  1. I ruoli non sono l’essenza: essere madre, moglie o lavoratrice sono “abiti di scena”. È fondamentale ricordarsi che sotto l’abito c’è un’essenza che ha bisogno di cure indipendenti dagli altri.
  2. L’importanza dei confini: mettere confini non significa amare meno, ma proteggere la propria identità. Senza confini, il sacrificio diventa risentimento.
  3. La consapevolezza è una scelta: Valeria sceglie di bruciare il diario e restare nel suo ruolo, forse per codardia o per educazione. Ma ora lo fa con consapevolezza. Sa che Valeria esiste ancora, e questo cambia tutto.
  4. La famiglia come specchio ambivalente: il romanzo ci ricorda che la famiglia può essere protezione e prigione contemporaneamente. Sta a noi trovare l’equilibrio per non trasformare l’amore in cancellazione di sé.

Curiosità e successi

Il quaderno proibito fu pubblicato inizialmente a puntate tra il 1950 e il 1951, ottenendo un successo clamoroso. Alba de Céspedes anticipò tematiche femministe che sarebbero esplose solo decenni dopo. Nel 1980, la Rai trasmise una miniserie indimenticabile con Lea Massari nel ruolo di Valeria, un’attrice che ha saputo dare volto alla complessità e alla sete di libertà di questo personaggio così moderno.

Sulle relazioni puoi ascoltare anche gli episodi: Al di là del ponte , Un posto come Tiffany e Mal d’Africa, mal d’amore

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