Hai mai osservato un bambino di tre anni?
È un’esplosione di “perché”. Alcuni sparano domande a raffica senza attendere risposta, altri masticano ogni spiegazione con le loro meningi fresche, altri ancora ti assillano finché non ottengono un “perché definitivo”.
Questa attitudine ci accompagna come specie fin dalle prime fasi della vita, ma crescendo spesso perdiamo questa preziosa abilità. Eppure, saper porre domande è un’abitudine che dovremmo coltivare con assiduità.[
Perché porre domande a se stessi è così importante?
Porre domande, prima di tutto a se stessi, è lo strumento più potente che abbiamo per indirizzare la mente. Quando formuliamo una domanda, stiamo dando una direzione precisa ai nostri pensieri, alle nostre emozioni e, di conseguenza, alle nostre azioni.
Essere consapevoli significa smettere di subire passivamente gli eventi e iniziare a interrogarsi su di essi. Ma attenzione: la vera magia avviene quando impariamo a porre la domanda giusta.
La domanda efficace nelle situazioni sgradevoli
Spesso, quando ci troviamo in una situazione spiacevole o inopportuna, la nostra mente tende a chiudersi nel lamento. È qui che la consapevolezza deve entrare in gioco come un interruttore.
La pratica in 3 step:
- Fermati all’istante: interrompi il flusso della reazione automatica.
- Torna al respiro: centrati (se non sai come fare, ti consiglio di recuperare l’episodio n.1 di questa rubrica).
- Poniti la domanda: “cosa posso trarre di positivo da questa situazione?”
Trovare il lato luminoso: una questione di allenamento
Lo so, a volte sarà dura trovare la luce quando tutto sembra andare storto, ma non desistere: quel lato positivo c’è sempre. È solo una questione di allenamento mentale. Più ti eserciti a cercare il vantaggio o l’insegnamento nascosto, più la tua mente diventerà abile nel trovarlo velocemente.
Un consiglio di lettura (e visione): la lezione di Pollyanna
Se senti di aver bisogno di un ulteriore incoraggiamento per allenare la tua capacità di vedere il bene, ti consiglio caldamente la storia di Pollyanna (puoi scegliere tra il libro classico o i vari adattamenti cinematografici). Il suo “gioco della felicità” non è altro che un meraviglioso esercizio di domande consapevoli applicate alla vita quotidiana.